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Il sito intende fornire un contributo teorico e pratico a coloro che si occupano di musica liturgica, al fine di rendere il canto elemento determinante per affermare la sacralità del culto e favorire l'espressione della fede attraverso la preghiera liturgica. Coloro che si occupano di musica liturgica con impegno e serietà potranno trovare documenti, indicazioni bibliografiche, spartiti e altro materiale utile a impostare la scelta e l'esecuzione dei canti durante la liturgia. 

Oltre alle indicazioni pratiche e operative, esistono anche importanti questioni  generali che meritano di essere conosciute e approfondite, così da comprendere l'opportunità delle scelte adottate e il loro significato all'interno del contesto più ampio della liturgia. Troverete dunque nel sito articoli e testi che affrontano specifiche tematiche  di carattere musicale e liturgico, ricche di implicazioni per la pratica del canto nellambito del rito eucaristico.

Richiamiamo qui di seguito alcune delle questioni che riteniamo più significative.

Una prima importante tematica riguarda, a nostro avviso, la distinzione, all'interno della categoria musica sacra, fra musica religiosa e musica liturgica. La prima è libera espressione artistica dell'autore che, attraverso la creazione musicale, manifesta i propri sentimenti religiosi. Chiunque può comporre musica religiosa (che avrà più o meno valore e successo a seconda della competenza e della sensibilità artistica del compositore), adottando testi già esistenti o creandone di nuovi, e aderendo a generi musicali fra i più disparati, dalla musica melodica, a quella popolare, dal rock al blues fino alla musica classica. Anche qualora vengano musicati testi ricavati dalla liturgia, non è detto che ci troviamo di fronte a esempi di musica liturgica. La Missa solemnis di Beethoven è certamente uno dei più grandi capolavori della storia della musica di tutti i tempi, ma non è, a nostro avviso, musica liturgica, perché non è pensata per l'uso liturgico e non aderisce ai canoni compositivi richiesti dal rito eucaristico. Vi rimandiamo, per un approfondimento di questo punto, alla pagina Musica liturgica e musica religiosa, nella sezione Liturgia del sito.

Un secondo fondamentale aspetto che merita di essere approfondito riguarda il canto gregoriano. Noterete che nel sito sono presentati molti canti gregoriani; non è una scelta dettata da motivi artistici o estetici, e nemmeno da un atteggiamento nostalgico nei confronti del passato. Il punto è invece il seguente: il canto gregoriano rappresenta lesempio perfetto di canto liturgico. Non siamo noi ad affermarlo, bensì la Chiesa, e l'ha fatto anche in tempi recenti. Vi invitiamo, a questo proposito, a consultare la sezione Testi Magistero, con particolare riguardo alla Sacrosanctum Concilium e al chirografo di papa Giovanni Paolo II Tra le sollecitudini. In accordo alle indicazioni della Chiesa, siamo convinti che il canto gregoriano può e deve essere eseguito durante le nostre celebrazioni eucaristiche, e abbiamo provato a trattare questa specifica questione nel testo Indicazioni pratiche per la liturgia, nella sezione Liturgia. Abbiamo inoltre scelto di proporre gli spartiti gregoriani non nella notazione moderna, ma in quella originale, ritenendo che quest'ultima sia particolarmente intuitiva e che basti solo un po' di abitudine da parte dei cantori per comprenderla. Vi proponiamo allo scopo anche un breve manuale per la lettura della notazione gregoriana, che trovate nella sezione Liturgia. Vi suggeriamo inoltre la lettura dellarticolo Perché il gregoriano?, sempre nella sezione Liturgia, che bene chiarisce il significato del repertorio gregoriano e il suo ruolo nell'ambito liturgico.

Vi è poi la questione che concerne l'uso del latino nella liturgia: non è forse stato soppresso (dal Concilio Vaticano II, qualcuno dice)? Non è proprio così. Il testo A proposito del latino cerca di fare chiarezza su tale argomento. Richiamiamo l'attenzione soprattutto sul concetto di solemnitas, espresso da san Tommaso d'Aquino e ripreso nei documenti del Magistero. Un utilizzo "consapevole" del latino comporta indubbiamente uno sforzo da parte degli operatori liturgici e dei fedeli (è bene ad esempio fornire, ogni qual volta possibile, la traduzione dei testi, favorendo così la comprensione del loro significato), ma contribuisce in modo decisivo alla sacralità del rito e quindi a confermare il fondamentale significato della liturgia, che non è realizzazione terrena e umana, ma dono celeste e divino.

Un altro importante punto è quello relativo ai canti in lingua italiana. Quali scegliere? Quali caratteristiche devono possedere per essere considerati adatti alla liturgia? L'indicazione che troviamo nei testi del Magistero è la seguente: i canti composti in epoca moderna e quelli di tradizione popolare sono tanto adatti alla liturgia quanto si avvicinano al canto gregoriano. E un richiamo più specifico lo troviamo nel documento di San Pio X, Tra le sollecitudini, dove si dice che la musica, per essere liturgica, si deve avvicinare il più possibile al canto gregoriano "nell'andamento, nella ispirazione, e nel sapore". Bello e suggestivo l'ultimo termine: il "sapore" del canto utilizzato nelle celebrazioni liturgiche deve essere simile a quello del gregoriano. Troverete ulteriori considerazioni sull'argomento nel testo Il canto liturgico, nella sezione Liturgia.

Auguriamo dunque a tutti un buon lavoro. Speriamo di aver offerto utili spunti per lo sviluppo di una sempre maggiore coscienza liturgica in coloro che offrono il proprio servizio a livello musicale. L'ultima annotazione riguarda la sezione Commenti del sito: vi invitiamo a mandare i vostri messaggi laddove abbiate suggerimenti e commenti da fare; un sincero e fattivo confronto non può che stimolare il continuo miglioramento e una sempre maggiore qualità della nostra musica liturgica.



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