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Libro_Gagliardi


L’opera presenta, con stile chiaro e lineare, pur senza rinunciare ai necessari approfondimenti teologici, l’essenza ed il significato della liturgica cattolica, rifacendosi ai testi del Magistero, e soprattutto alla Mediator Dei di Papa Pio XII e alla costituzione Sacrosanctum Concilium del Concilio Vaticano II. Lo sforzo costante che si coglie da parte dell’autore è volto a recuperare un’autentica consapevolezza del mistero liturgico purificandolo da prassi e scelte che, soprattutto negli ultimi decenni, ne hanno oscurato il vero volto. Solo attraverso questo lavoro di ablazione la partecipazione ai sacramenti può portare veramente un frutto di grazia ai fedeli. Viene infatti ricordata la distinzione fra l’efficacia oggettiva del rito (che è sempre assicurata, laddove esso è celebrato secondo le indicazioni della Chiesa, indipendentemente dalla volontà e dalla predisposizione del celebrante e dei partecipanti), e la sua ricezione soggettiva (il beneficio della celebrazione viene effettivamente sperimentato solo da chi assiste con un’adeguata predisposizione e preparazione).

Un giudizio equilibrato e realistico viene espresso in merito alle innovazioni introdotte dal Concilio Vaticano II: si tratta di modifiche necessarie e che hanno portato indubbio giovamento alla liturgia; il vero problema riguarda semmai la loro applicazione, che è spesso stata disattesa o fraintesa, con conseguenze in gran parte negative, che non possono d’altronde essere imputate al dettato del Concilio.

Non mancano quindi indicazioni preziose per ricondurre la situazione alle giuste condizioni previste dalla Sacrosanctum Concilium e dai pontefici che sono venuti dopo di essa; i documenti e le encicliche di Papa Giovanni Paolo II e di Papa Benedetto XVI sono ricche di spunti per favorire una “rinascita” della liturgia e una rinnovata presa di coscienza da parte di operatori e fedeli circa le sue genuine finalità e le corrette modalità di celebrazione. Una “rinascita” che non deve sottrarsi alla necessità di un ripensamento anche di aspetti non certo secondari, quali l’orientamento del celebrante verso l’altare, la lingua utilizzata o la scelta del repertorio di canti da eseguire.      


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