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INDICAZIONI PRATICHE PER LA LITURGIA


La Chiesa a più riprese ha indicato nel canto gregoriano il modello di riferimento per il canto liturgico e ha raccomandato di concedere ad esso un posto preminente nell'ambito della celebrazione dei riti.

Volendo affrontare la questione in modo pragmatico, pensando quindi alle nostre chiese e alle nostre liturgie, come potremmo ritenere applicabili queste indicazioni? E' davvero possibile cantare oggi il repertorio gregoriano durante le celebrazioni eucaristiche? Come può essere insegnato ai cantori, soprattutto nei casi in cui non sia presente una corale particolarmente esperta? Non è difficile da imparare e da cantare? E come può essere conciliato con l'esigenza di coinvolgere anche l'assemblea nel canto? Possono i fedeli cantare il gregoriano, pensando, fra l'altro, che i testi sono in lingua latina?

Proviamo nel documento allegato a dare alcuni suggerimenti, tratti oltretutto dall'esperienza concreta e da casi "virtuosi" di chiese e parrocchie che hanno già affrontato un approccio in linea col Magistero della Chiesa al canto liturgico. Si tratta quindi di indicazioni sperimentate, anche in contesti poco "attrezzati" dal punto di vista musicale, e dunque alla portata di tutti. Un unico elemento è davvero indispensabile: tanta buona volontà, dettata da un sincero amore per la liturgia.





MANUALE DI NOTAZIONE GREGORIANA


Nella sezione Spartiti presentiamo diversi canti nella notazione tradizionale gregoriana; siamo infatti convinti che in questo modo possano essere rispettate molte caratteristiche del brano che la notazione moderna non riesce a rilevare e a trasmettere. Leggere la notazione gregoriana è molto semplice per chi è già in grado di leggere in generale la musica; lo spartito in notazione gregoriana può diventare però un importante punto di riferimento anche per chi non ha una preparazione musicale, in quanto consente di seguire l'andamento della melodia e il suo rapporto col testo in maniera più immediata e naturale rispetto alla notazione moderna.

Alleghiamo in ogni caso un breve manuale che può fornire le principali indicazioni per imparare a leggere la notazione gregoriana.





PERCHE' IL GREGORIANO?


Che la Chiesa chieda con coerenza ed insistenza di utilizzare anche e soprattutto i canti gregoriani all'interno delle celebrazioni liturgiche non vi è alcun dubbio (basta consultare i testi presentati nella sezione Testi del Magistero). Ma poiché la Chiesa è madre e maestra, non dà ai propri figli indicazioni puramente normative che siano prive di profonde ragioni dettate da preoccupazioni spirituali ed educative, volte al bene dei fedeli. La Chiesa ha a cuore la nostra crescita spirituale e la nostra felicità eterna anche quando ci esorta a cantare il repertorio gregoriano durante la Messa. Dobbiamo quindi domandarci: quali sono le ragioni di tali raccomandazioni? Quali caratteristiche ha il canto gregoriano, in cosa si differenzia da altri repertori sacri?

Vi proponiamo un bell'intervento di Fulvio Rampi, uno dei massimi esperti di gregoriano, che illumina in profondità le ragioni di una scelta poco compresa dai più e spesso avversata senza alcuna motivazione fondata.





I LIBRI DEL CANTO GREGORIANO


Quali sono i principali libri che raccolgono i canti gregoriani destinati alle celebrazioni liturgiche (in particolare la Messa)? Nel presente testo ve ne segnaliamo tre: il Graduale Romanum, il Graduale Simplex e il Liber Usualis, tutti reperibili in edizioni moderne e aggiornate. Sono il frutto di anni di lavoro di esperti e di commissioni liturgiche che hanno voluto, su mandato dei Papi, offrire ai fedeli di tutto il mondo la possibilità di recuperare e valorizzare il patrimonio del canto che la Chiesa, per decine di secoli, ha sviluppato e gelosamente custodito.


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A PROPOSITO DEL LATINO


E' bene utilizzare il latino durante la Messa? Ancor meglio: è consentito utilizzare il latino? A volte si sente dire che il Concilio Vaticano II ha soppresso e proibito l'uso del latino nella Messa; è vero? E' una questione che riguarda certamente il canto liturgico (se il latino non deve aver spazio nella celebrazione dei riti, anche il canto gregoriano deve essere accantonato), ma più in generale diviene importante per il significato della liturgia, soprattutto se ci riferiamo alla sua dignità e solennità.





LA PRIMA LITURGIA


C'è chi ha detto giustamente che della liturgia non si dovrebbe nemmeno parlare; più se ne parla, infatti, e più si rischia che si moltiplichino le interpretazioni, i punti di vista, le idee particolari e le valutazioni individuali. La liturgia è invece qualcosa che ci è stato tramandato, consegnato dalla tradizione, e che dobbiamo accogliere per come ci si presenta, seguendo le indicazioni del Magistero. Vi offriamo un breve testo (naturalmente interamente frutto di fantasia) che ci pare bene illustrare gli effetti comico/patetici di un diffuso soggettivismo che riguarda la questione liturgica.


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