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La Costituzione sulla sacra Liturgia “Sacrosanctum concilium” rappresenta il primo documento approntato e pubblicato dal Concilio Vaticano II alla fine del 1963. Come afferma Benedetto XVI "cominciando con l'argomento della liturgia, si poneva inequivocabilmente in luce il primato di Dio, la priorità assoluta del tema "Dio". Prima di tutto Dio: questo ci dice l'iniziare con la liturgia".

Ne riportiamo i passi più significativi, e soprattutto quelli dedicati alla musica liturgica. 

Nel punto 2 del Proemio è sottolineato il carattere sacro e trascendente della liturgia: trascendente non in quanto viene negata la dimensione umana e terrena, ma perché questa è subordinata al divino, è mezzo per “trascendere” verso le realtà spirituali e celesti.

Il punto 36 stabilisce che la lingua latina deve essere conservata nel rito, pur se va riservato ampio spazio anche alla lingua nazionale. 

Relativamente alla musica sacra emergono indicazioni molto chiare:

  • il canto gregoriano deve avere il posto principale;
  • è ammessa anche la polifonia;
  • deve essere promosso anche il canto popolare, per favorire la partecipazione al canto dei fedeli;
  • l’organo è lo strumento proprio della liturgia;
  • sono ammessi anche altri strumenti, purché adatti all’uso sacro.   

Un documento fondamentale, che merita di essere letto, per apprendere i veri pronunciamenti del Concilio in materia liturgica, soprattutto alla luce del fatto che, cinquant'anni dopo, le indicazioni ufficiali della Chiesa rispetto alle questioni qui affrontate sono rimaste pressoché invariate, pur se spesso e ampiamente messe in discussione dal disinvolto operato di molti sacerdoti e laici.



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